Piazza Napoleone Lucca

Piazza Napoleone

Piazza Napoleone, meglio conosciuta dai lucchesi come Piazza Grande, fu creata nel 1806 dall’architetto Theodore Bienaime e dal lucchese Giovanni Lazzarini, per incarico di Elisa Bonaparte e di suo marito Felice Baciocchi, i quali, divenuti Principi di Lucca, non erano troppo soddisfatti della loro residenza, già sede del governo della Repubblica, anche perchè non si affacciava su alcuna piazza.

Piazza Napoleone Lucca

La chiesa di San Pietro Maggiore (seconda metà del ‘500), la chiesa di San Dalmazio (già documentata nel 771), le Carceri del Sasso, la Torre del Palazzo (al quale era collegata da un cavalcavia), la Dogana del sale, e altri edifici pubblici e privati, che sorgevano a est del Palazzo, furono rapidamente rasi al suolo, e alla nuova piazza, Elisa dette il nome del grande fratello, al quale doveva inoltre essere dedicato un monumento nel centro di essa.

Il nome di Napoleone le è rimasto anche se i lucchesi non l’hanno mai imparato bene, mentre il monumento fu sostituito con quello di Maria Luisa di Borbone-Parma, duchessa di Lucca dopo il Principato dei Baciocchi, opera di Lorenzo Bartolini (1843). Qualche anno dopo la creazione della piazza, su tre lati di essa fuorno piantati, in doppia fila sui lati corti, i platani che ancora vi si vedono.

Gli alberi alti quanto le case e le panchine che ne delimitano i lati nord, est, e sud, danno a questa piazza il carattere di piazza chiusa e non comunicante con gli altri spazi adiacenti, lasciandola come estranea al contesto urbanistico-viario che la circonda.

Palazzo del Governo – Palazzo Ducale

Nella Piazza Napoleone l’unica presenza che urbanisticamente e architettonicamente si avverte è quella del Palazzo del Governo, impropriamente detto anche Palazzo Ducale, perchè residenza ufficiale di Maria Luisa e di Carlo Lodovico di Borbone Parma nei circa trenta anni del loro Ducato. Vi hanno oggi sede la Prefettura e l’Amministrazione Provinciale. Il palazzo si innalza sul lato ovest della piazza per tutta la sua lunghezza e tutta la domina, essendo le cortine edilizie sugli altri tre lati interamente celate alla vista della fitta e imponente alberatura.

E’ di chiara impronta ammannatesca, anche se di Bartolomeo Ammannati, che vi lavorò dal 1578, sono propriamente soltanto la loggia all’estrema sinistra di chi guarda e i porticati del Cortile degli Svizzeri, al quale si accede dal grande portone sotto la loggia.

Il palazzo sorge su un’area che è una piccola parte di quella su cui si estendeva la fortezza dell’Augusta, costruita nel 1322 da Giotto per Castruccio Castracani degli Antelminelli, Signore di Lucca e che occupava circa un quarto della città. Della fortezza, in parte demolita a furor di popolo, in parte adattata a sede del Governo della Repubblica, poi a residenza di Paolo Guinigi, poi di nuovo a sede del Governo, non resta oggi alcuna traccia visibile.

L’Ammannati iniziò a lavorare, come abbiamo detto, nel 1578, ma eseguita la loggia e i due lati porticati del Cortile degli Svizzeri, lasciò l’opera interrotta per attendere ad altri lavori.

Alle linee e alle forme dell’Ammannati si attennero coloro che alla fine del’500 attesero alla costruzione della parte sinistra della facciata poi continuata e completata nella parte destra dopo il 1728 dal lucchese Francesco Pini.

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