Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata

Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata

Piazza San Giovanni

Prende il nome dalla omonima chiesa che la domina con la sua mole. E’ uno spazio non grande, ma assai aperto; a ovest il muro di cinta del cortile e del giardino, ora scomparso, sul retro del Palazzo Gigli, oggi sede della Cassa di Risparmio di Lucca, a nord, in angolo con la chiesa, uno stretto prospetto di abitazione e un basso terrazzo con pergola e affacciamenti di giardini interni. La piazza si restringe sul fianco sud della chiesa, e in corrispondenza del transetto sbocca in piazza San Martino, per uno stretto passaggio, lasciando però libera la visuale sugli spazi successivi che si intravedono e si percepiscono al di là come attraverso un gioco di quinte monumentali.

Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata

Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata

Questa chiesa, di cui si ha notizia documentata fin dal 754, ebbe in età paleocristiana (III-IV-V secolo) struttura di una grande basilica e fu sede episcopale fino al secolo VIII, quando il Vescovo si trasferì nella nuova Cattedrale di San Martino. Essa rimase tuttavia importantissima per la sua funzione ausiliaria e per l’annesso Battistero. Subì poi diverse modificazioni, fra cui rilevanti la riduzione delle dimensioni e quelle dei secoli XI e XII, parzialmente pervenute fino a noi. Altri rimaneggiamenti si ebbero nel secolo XIV e poi nel 1449 e nel 1464.

Quelli successivi, iniziati nel 1589 e conclusi nel 1622, come attesta l’iscrizione, riguardarono soltanto il soffitto a cassettoni e la parte superiore della facciata. Nella parte inferiore lasciata fortunatamente intatta, la forte strombatura del ricco portale romanico denuncia influssi lombardi, manifesti anche nell’architrave scolpito con Madonna fra due Angeli e Apostoli, opera di un maestro Villano, di cui non si hanno altre notizie, lodato nell’iscrizione databile 1187.

L’interno è a tre navate su colonne e capitelli di spoglio di nobile fattura. Le vetrate colorate sono pregevoli opere del secolo XVI.

Gli scavi archeologici della Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata

Quasi venticinque anni di lavori (1968-1992), iniziatisi con il pretesto di un restauro e risoltisi poi in una massiccia campagna di scavi archeologici, hanno messo in luce nel sottosuolo della chiesa e del battistero reperti databili a partire dal III – II secolo a.C. che testimoniano ancora una volta la lunghissima vita di questa area urbana, occupata forse da insediamenti abitativi e termali prima di essere destinata a fini di culto in età paleocristiana.

L’esigenza di rendere fruibili gli spazi e i reperti archeologici al di sotto del piano di calpestio ha indotto a interventi non del tutto convincenti, come la sostituzione con quadroni di cotto della antica pavimentazione in lastroni di pietra bianca e marmi tombali. Della eliminazione dell’altare maggiore, delle tele che adornavano gli altari con opere di Francesco Vanni, Francesco Antonio Cecchi e Giovan Domenico Lombardi, delle statue dei Quattro Evangelisti di F. Fancelli e di ogni altro arredo, come panche, confessionali, lampade, candelabri e simili, non sono comprensibili le motivazioni addotte.

Opere Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata

Transetto destro: monumento alla contessa matilde di Toscana di Vincenzo Consani.
Abside: Annunciazione con l’Eterno e Angeli, affresco di Paolo Guidotti detto “cavalier Borghese”.
Transetto sinistro: grande affresco quattrocentesco attribuito a Francesco Anguilla, diviso in due riquadri: a sinistra Madonna in trono con Bambino e Santi Nicolao e Caterina d’Alessandria, a destra, Santi Genesio, Sebastiano e Barbara. Accanto e di fronte, ricordi marmorei di caduti in guerra nel 1848

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